La nuova carta di localizzazione delle valanghe si avvale di strumenti informatici
di tipo geografico per la gestione della banca dati.
Puoi consultare direttamente da questo link la Nuova carta delle valanghe
1.Il S.I.A.T.
Il progetto SIAT (
Sistema Informativo Ambiente e Territorio) della Provincia Autonoma di Trento
rappresenta una forma di coordinamento dei vari Servizi provinciali, che hanno da sempre
gestito informazioni di tipo "geografico"; il fine è quello di raccogliere, memorizzare,
aggiornare, elaborare e rappresentare dati attinenti alle entità territoriali-ambientali,
integrando le molteplici informazioni descrittive di carattere statistico, amministrativo
e gestionale con la loro localizzazione geografica, la loro forma geometrica e le loro
relazioni spazio-temporali. Ciò ha reso possibile l'organizzazione della notevole mole
di dati, esistenti all’interno delle singole strutture, in "sistemi informativi territoriali", che,
utilizzando un unico software (ARC-INFO), una stessa base cartografica (la Carta Tecnica Provinciale
in scala 1:10.000) ed uno stesso sistema di coordinate hanno dato così vita ad uno
strumento di analisi molto potente, che rappresenta ora un valido supporto nell'attività
di pianificazione e di gestione del territorio e dell'ambiente.
1.2 La nuova Carta delle Valanghe
La raccolta e l’organizzazione di dati in tematismi è stata
avviata nel 1990 e si espande ora con l’aggiunta della nuova Carta Valanghe.
I tecnici dell’Ufficio Neve, Valanghe e Meteorologia infatti, al fine di rendere possibile
una conoscenza globale, dinamica ed in continuo aggiornamento degli eventi valanghivi, fenomeni che,
nell'ambito di un territorio prevalentemente montano come quello della Provincia di Trento, possono
condizionare notevolmente l'uso del suolo, hanno realizzato il nuovo "tematismo valanghe" accorpando i dati
provenienti dal Catasto delle Valanghe (o Inchiesta Permanente sulle Valanghe) e dalla Carta di Localizzazione
Probabile delle Valanghe (CLPV), documenti composti entrambi da una parte cartografica in scala 1:25000,
che rappresenta la localizzazione dei siti valanghivi e da schede cartacee contenenti la descrizione analitica dei
vari fenomeni verificatisi.
Scopo finale di questo progetto era quello di dare origine ad un Gis sulle valanghe, che consentisse di
associare ad una base cartografica digitalizzata tutti i dati sui fenomeni valanghivi già in possesso dell’ufficio,
per renderli così immediatamente e facilmente consultabili. Graficamente il nuovo documento è stato redatto
in scala 1:10000, che ne garantisca l’utilizzo combinato con gli altri tematismi provinciali; il passaggio di
scala è stato realizzato adeguando e riperimetrando le aree valanghive, preventivamente digitalizzate, con l’utilizzo
della carta tecnica provinciale (raster e ortofotocarta). Il risultato è una cartografia
in scala nominale di 1:10.000, che sarà però stampata anche al 25.000 e che, sul
sito Internet
http://www.gis.provincia.tn.it (alla sezione Consultazione Catasto
Valanghe) è visualizzabile in un range di scala variabile tra 1:2.000 ed 1: 25.000
con lo sfondo della Carta Tecnica Provinciale (CTP) e tra 1:2.000 ed 1:70.000 con
lo sfondo della ortofotocarta a colori.
La veste tipografica con la quale la cartografia è stata
rappresentata è sempre quella stabilita dall'A.I.NE.VA. (Associazione Interregionale
di documentazione per problemi inerenti alla Neve e alle Valanghe), ed utilizzata
per la redazione delle CLPV anche da tutti Paesi europei dell’arco alpino, con la
sola aggiunta delle aree provenienti dal Catasto Valanghe.
Le tre diverse colorazioni rappresentano quindi:
L'arancione: La fotointerpretazione
Il viola:L'inchiesta sul terreno, riguardante le aree valanghive e pericolose riportate dalla CLPV,
per i lembi di territorio dove questa è stata redatta.
Il blu: L’inchiesta sul terreno, desunta dal Catasto delle Valanghe per il restante territorio provinciale.
La legenda della versione cartacea della nuova Carta Valanghe:
2. LE FONTI DISPONIBILI: CLPV E CATASTO VALANGHE
Le CLPV Le Carte
di Localizzazione Probabile di Valanghe realizzate dall’Ufficio Neve, Valanghe e
Meteorologia coprono il territorio dei seguenti comuni amministrativi:
- C1. Cavalese,
Daiano, Panchià, Predazzo, Tesero, Varena e Ziano di Fiemme;
- C2. Fiera di Primiero,
Sagron Mis, Siror, Tonadico e Transacqua;
- C5. Aldeno, Cimone, Garniga e Trento;
- C7. Pejo, Rabbi, Commezzadura, Dimaro, Mezzana, Ossana, Pellizzano e Vermiglio;
- C8. Carisolo, Giustino, Pinzolo, Ragoli e Stenico;
- C9. Bezzecca, Concei, Molina
di Ledro, Pieve di Ledro, Riva del Garda, Tiarno di Sopra e Tiarno di Sotto;
-C10.
Terragnolo, Trambileno e Vallarsa;
-C11. Campitello, Canazei, Mazzin, Moena, Pozza,
Soraga e Vigo di Fassa.
Clpv redatte dall’Ufficio Neve, Valanghe e Meteorologia
La C.L.P.V. è redatta seguendo un approccio metodologico ormai riconosciuto a livello
internazionale, che sovrappone due fonti informative separate conservando, anche
graficamente, la distinzione sulla diversa analisi effettuata. Al dato ottenuto
tramite indagine diretta sul terreno, studio bibliografico, ricerche di archivio
ed interviste a testimoni diretti degli eventi valanghivi, si affianca infatti anche
lo studio morfologico generale, effettuato tradizionalmente tramite analisi aerofotogrammetrica;
la base cartografica di riferimento è rappresentata generalmente dalla cartografia
ufficiale I.G.M., in scala 1:25.000

La C.L.P.V. è redatta con finalità non prescrittive ma
analitiche e di studio, che non esplorano quindi aspetti quali i tempi di ritorno
degli eventi valanghivi e non effettuano valutazioni sulle caratteristiche specifiche
degli eventi censiti.
Questo documento è infatti unicamente una sintesi dei fatti
noti alla data della sua pubblicazione, quindi non contiene alcuna previsione dei
limiti che le valanghe potranno raggiungere. La Carta di Localizzazione Probabile
delle Valanghe non va pertanto letta come Carta di Rischio: infatti, non vi sono
rappresentate né la frequenza, né l'intensità dei fenomeni; la stessa colorazione
indica sia la valanga a frequenza annuale che quella con caratteristiche di eccezionalità.
Circa l'impiego pratico della C.L.P.V. si ritiene inoltre
opportuno, al fine di una sua corretta interpretazione, ribadire alcuni concetti:
con la fotointerpretazione si mettono in evidenza anche tracce di valanghe molto
distanti negli anni ed a volte dimenticate o non conosciute, l'indagine sul terreno
invece può rilevare con maggiore precisione i fenomeni conosciuti ed evidenti, generalmente
ubicati nei fondovalle o in prossimità di centri abitati, ma può ignorare eventi
valanghivi nei siti fuori mano o in alta quota, frequentati solo nel periodo estivo.
La sommatoria delle due rappresentazioni è quindi di rilevante valore probatorio.
Inoltre, si fa rilevare l'impossibilità di concretizzare cartograficamente quegli
innumerevoli fenomeni di modesta entità che si sono verificati laddove la morfologia
del terreno è favorevole al distacco di modeste masse nevose, che non hanno le condizioni
per percorrere distanze superiori a qualche decina di metri.
La copertura con CLPV delle aree interessate da potenziali
fenomeni valanghivi costituisce il 35% circa dell'intera superficie provinciale,
e comunque corrispondente alla quasi totalità delle aree in cui sia rilevabile un’interferenza
tra fenomeni valanghivi ed attività insediative a carattere stabile. Rimane da completare
la stesura della carta per alcuni ambiti in cui il fenomeno valanghivo interessa
potenzialmente tratti di viabilità o piste ed impianti destinati all'attività sciistica
o per aree in cui l'attività valanghiva interessa territori attualmente non antropizzati,
ma per i quali si valuta opportuno documentare in modo esauriente la presenza di
fenomeni valanghivi.
2.2 Il Catasto Valanghe
Su tutto il territorio
provinciale è comunque disponibile la documentazione del Catasto Valanghe, così
come originariamente impostato dal Servizio Forestale (statale, poi regionale e
quindi provinciale) e successivamente aggiornato sotto la regia dell'Ufficio Neve,
Valanghe e Meteorologia.
Il Catasto raccoglie e documenta i dati relativi agli eventi
valanghivi rilevati dall'inizio degli anni settanta ad oggi. Per la segnalazione
dei fenomeni, che nella nostra provincia è eseguita quasi esclusivamente dal personale
forestale, l’A.I.NE.VA. ha elaborato nel 1984 (con un aggiornamento nel 1995) un’apposita
scheda, denominata modello 7 - A.I.NE.VA.
Avendo come presupposto un monitoraggio continuo del territorio,
il Catasto è un documento molto importante soprattutto per stimare la periodicità
di un dato fenomeno (cosa non possibile con la CLPV, che ha tempi di aggiornamento
generalmente lunghi). In aggiunta a quelli visti per la CLPV, legati soprattutto
alla scala, il Catasto contiene quattro ulteriori limiti fondamentali:
a) le informazioni sono relative, in generale, ai soli
eventi valanghivi avvenuti negli ultimi trent'anni, non sono pertanto documentati
episodi con tempi di ritorno più lunghi la cui presenza può essere testimoniata
solo in base ad un'analisi storica approfondita.
b) l'eterogeneità dei rilevatori non sempre produce criteri
di valutazione univoci. L’attività di rilievo, a causa dell’episodicità con cui
è svolta, a volte risulta documentata con alcune imprecisioni, sia per quanto concerne
la stima del fenomeno sia con riguardo alla localizzazione ed al trasferimento su
base cartografica.
c) è evidentemente assente l'analisi morfologica del territorio
e non sono pertanto presenti valutazioni sulle potenzialità valanghive delle diverse
aree.
d) essendo nato per fini forestali, le segnalazioni (soprattutto
quelle dei primi decenni) riguardano soprattutto le valanghe che hanno interessato
ambiti boscati, con danni alla vegetazione.
2.3 I dati associati
Complessivamente, sull’intero territorio provinciale, risultano
censiti dal Catasto Valanghe circa 3200 siti valanghivi, per i quali esiste una
scheda cartacea, con l’indicazione del codice della valanga, del nome della località,
del comune amministrativo sul quale ricade e del riferimento alla stazione forestale
competente. Su ogni scheda sono stati riportati, a partire dai primi anni ’70, i
vari eventi valanghivi verificati (data, quota del distacco, eventuali danni causati,
ecc…), segnalati, dal 1985 in poi, tramite il modello 7 A.I.Ne.Va.; per queste ultime
segnalazioni i dati a disposizione sono quindi molto più precisi e dettagliati.
Per circa 1800 di questi siti, inoltre, è stata redatta
una scheda più dettagliata durante l’inchiesta sul terreno eseguita per la redazione
delle varie CLPV; queste schede, generalmente non aggiornate con gli eventi successivi
a quelli conosciuti al momento della redazione della CLPV, riportano però anche
importanti dati storici, che, in base a testimonianze oculari o tramandate e, a
volte, a fonti di archivio, riguardano spesso eventi eccezionali di fine ‘800 o
dei primi decenni del 20° secolo. Inoltre il rilevatore, che è generalmente un tecnico
dell’ufficio, annota particolari notizie quali, ad esempio, l’esistenza e lo stato
di conservazione di eventuali opere paravalanghe, indicazioni sulla ricrescita del
bosco, correlazioni tra eventi valanghivi di un certo sito ed azione del vento,
ecc …
3. IL LAVORO SVOLTO
3.1 Il personale
coinvolto
La particolarità del progetto ha richiesto la compartecipazione di svariate
competenze professionali; non poteva mancare una buona esperienza nel campo nivologico,
in particolare nella redazione delle Carte di Localizzazione Probabile delle Valanghe,
ma erano indispensabili anche approfondite conoscenze nel campo dell’informatica,
soprattutto per l’utilizzo di sistemi GIS. Ecco allora che a Paolo Cestari, responsabile
della rete informatica dell’ufficio, ed a Marco Gadotti, tecnico dell’ufficio che
ha collaborato nella redazione ed aggiornamento di varie CLPV, è stato affiancato
Gianluca Fruet.
Quest’ultimo, laureato in ingegneria ambientale con particolare
conoscenza di Sistemi Informativi Territoriali, è un professionista che, da due
anni collabora con l’Ufficio Neve, Valanghe e Meteorologia, tramite un contratto
di consulenza.
Infine, per la pubblicazione del tematismo valanghe, che comprende
sia i dati cartografici sia tutti quelli inseriti nel data-base associato, sul portale
web della Provincia Autonoma di Trento, ci si è avvalsi dello staff del "gruppo
GIS" di Informatica Trentina S.p.A., azienda responsabile della manutenzione di
tutte le reti ed apparecchiature informatiche dell’amministrazione.
3.2 La cartografia
digitale
I supporti cartacei che costituiscono la base di partenza per la creazione
del tematismo valanghivo informatizzato sono sostanzialmente di tre tipi:
gli originali
delle CLPV, redatte sui tipi dell’IGM in scala 1:25.000, recuperati negli archivi
provinciali;
le CLPV stampate, per le carte delle quali erano andati persi o distrutti
gli originali;
il catasto valanghe, redatto dal personale delle stazioni forestali,
e disegnato a mano sulle tavolette IGM.
3.2.1 Procedura di digitalizzazione
Le aree
valanghive, le zone pericolose e gli scaricamenti localizzati censiti sul terreno
o individuati per fotointerpretazione dai tecnici dell’ufficio e dal personale forestale
ed inseriti nelle carte originali sono stati ridisegnati su lucido, sul quale poi
sono stati segnati alcuni punti di coordinate note. I lucidi sono stati quindi sottoposti
ad un procedimento di scansione con scanner formato "A0" a rullo, con produzione
di immagini raster BN ad alta risoluzione.
I punti di coordinate note hanno permesso
la successiva rettifica delle immagini (con l’utilizzo del GIS GRASS), risultate
leggermente stirate al termine del processo di scansione. Le immagini rettificate
sono state infine vettorializzate ed inserite nel GIS ArcInfo. Sono stati creati
i seguenti livelli:
cover poligonale relativo alle aree valanghive e pericolose, individuate mediante
inchiesta sul terreno nelle CLPV;
cover poligonale relativo alle aree valanghive e pericolose, individuate mediante
fotointerpretazione nelle CLPV;
cover lineare relativo agli scaricamenti in colatoi stretti, individuati mediante
inchiesta sul terreno nelle CLPV;
cover lineare relativo agli scaricamenti in colatoi stretti, individuati mediante
fotointerpretazione nelle CLPV;
cover poligonale relativo
alle aree valanghive individuate mediante inchiesta sul terreno dai tecnici forestali
e raccolte nel catasto valanghe.
Sui 5 cover creati è stata eseguita una serie di
controlli sulla chiusura di tutte le aree poligonali inserite, sul numero di vertici
contenuti nei singoli elementi poligonali e lineari, ed è stata effettuata l’operazione
di "spline" (arrotondamento) sulle aree e linee che presentavano spigoli vivi. La
scala nominale dei cover ottenuti era di 1:25.000.
La necessità derivante dal fatto
che le aree interessate da valanga, riportate nel Catasto Valanghe e nelle CLPV,
dovessero essere inserite nella Carta di Sintesi Geologica, allegata al Piano Urbanistico
Provinciale, la cui stesura è stata eseguita a scala nominale 1:10.000, ha richiesto
l’adeguamento del tematismo valanghivo alla Carta Tecnica Provinciale in scala 1:10.000.
Questo ha comportato una approfondita verifica dei siti valanghivi e la validazione
di tutti i poligoni digitalizzati, che si è tradotta nella riperimetrazione di parte
delle aree valanghive eseguita utilizzando il Modello Digitale del Terreno (passo
10 m), la CTP e l’ORTOFOTOCARTA a colori ad alta definizione. In alcune occasioni,
come nel caso di valanghe che interessano centri abitati nei fondovalle, si sono
resi necessari anche sopralluoghi e verifiche puntuali sul terreno.
Sui cover relativi
agli elementi lineari si è infine eseguita l’operazione di "buffering" a larghezza
convenzionale fissa di 10 m, che ha permesso di inserire i poligoni così generati
nei rispettivi cover poligonali (relativi alle aree valanghive e pericolose, individuate
mediante inchiesta sul terreno nelle CLPV ed alle aree valanghive e pericolose,
individuate mediante fotointerpretazione nelle CLPV). Anche il cover relativo ai
siti provenienti da catasto è stato interamente aggiunto a quello contenente le
aree desunte con l’inchiesta sul terreno delle CLPV.
3.2.2 Codifica dei poligoni
La veste finale della Nuova Carta Valanghe si compone quindi di due cover poligonali,
uno relativo all’inchiesta sul terreno, l’altro alla fotointerpretazione.
Non sembra
inutile ribadire che, a gran parte dei poligoni del cover relativo all’inchiesta
sul terreno, sono associate segnalazioni relative a più eventi valanghivi, provenienti
dall’indagine CLPV e dal catasto valanghe. La codifica numerica del sito valanghivo
era riconducibile ai comuni catastali, per i dati provenienti da CLPV, e alla stazione
forestale di appartenenza, per quelli provenienti da catasto. La necessità di uniformare
entrambe le informazioni ha portato all’adozione di una nuova codifica, che lega
il sito valanghivo al sottobacino idrografico di secondo livello di pertinenza,
ottenuta mediante operazioni di sovrapposizione ("overlay") del cover relativo ai
siti valanghivi con quelli relativi ai sottobacini idrografici della PAT.
Nella
tabella dei dati associati al cover è stato quindi aggiunto un campo denominato
"TIPO", contenente le informazioni sulla tipologia del poligono, utilizzato anche
per assegnare, al poligono stesso, la campitura in fase di stampa o di pubblicazione
sul web. I poligoni sono stati suddivisi secondo queste tipologie:
C: area valanghiva
segnalata originariamente solo nel catasto valanghe
L: scarico localizzato (da CLPV);
P: zona pericolosa (da CLPV);
V: valanga propriamente detta (da CLPV);
Campo vuoto:
relativo alle "isole", cioè poligoni chiusi, totalmente contenuti in un poligono
valanghivo, ma non rappresentanti un’area valanghiva.
La diversa tipologia e provenienza
dei dati di origine è dunque riconoscibile sia graficamente sia attraverso l’interrogazione
dei metadati associati ad ogni poligono.
3.3 Il data-base associato
Ai poligoni
sopradescritti sono ovviamente collegate tutte le notizie in possesso dell’ufficio,
inserite in un data-base relazionale; scopo che ci si prefiggeva nella progettazione
di questo prodotto era quello di creare delle "maschere", che consentissero di inserire
con facilità tutti i dati in archivio e, in seguito, dessero la possibilità anche
ad un utente senza particolari competenze informatiche, di consultare tutti i dati
conosciuti per ogni singolo sito valanghivo; lo stesso è stato costruito interamente
all’interno dell’ufficio, utilizzando il software "Access97".
La parte di lavoro
che ha implicato un maggior dispendio di tempo è stata quella impiegata per creare
un collegamento univoco tra i dati cartografici, i dati alfanumerici provenienti
dalle segnalazioni del Catasto delle Valanghe e quelli provenienti dall’indagine
CLPV. I dati provenienti dal Catasto e dalla CLPV avevano infatti delle codifiche
diverse, la prima seguiva la ripartizione tra territori delle varie stazioni forestali,
la seconda era progressiva all’interno di ogni comune catastale; era sempre oltremodo
difficoltoso, per ogni singolo sito, risalire ad entrambi i tipi di segnalazione.
Si è deciso quindi di aggiungere ad entrambi i tipi di scheda un "campo" con la
nuova codifica utilizzata nella nuova cartografia digitale (vedi punto 3.2.2), in
modo da poter individuare univocamente il "poligono" al quale associare tutte le
informazioni in archivio; questa nuova codifica, progressiva all’interno dei vari
bacini idrografici di 2° livello, sarà considerata d’ora in poi quella ufficiale.
4. L'ORGANIZZAZIONE ATTUALE
4.1 Aggiornamento GIS
La gestione a regime di questo nuovo sistema consente in pratica un aggiornamento
in tempo reale della base storica sui fenomeni valanghivi, sia per quanto concerne
la parte riguardante i dati, sia per quanto concerne la cartografia. In caso di
incidente da valanga con il coinvolgimento di persone, ad esempio, i tecnici dell’ufficio
compiono generalmente un sopralluogo, durante il quale, oltre all’esecuzione del
profilo stratigrafico e penetrometrico, vengono scattate fotografie e viene compilato
il mod. 7 AINEVA; al fine di inserire il più correttamente possibile i limiti del
fenomeno sulla cartografia si aggiungerà a questo anche il rilevamento tramite GPS.
I forestali stessi, in seguito al rilevamento dei fenomeni sul territorio di competenza,
inviano i dati direttamente tramite fax, consentendo un aggiornamento costante del
sistema.
Ufficialmente, al fine di poter eseguire gli eventuali controlli sulla
veridicità dei dati, si è comunque deciso di aggiornare la pubblicazione sul web
alla fine di ogni stagione invernale.
Stereoscopio utilizzato per la fotointerpretazione
Digitalizzazione a video (con Arcview 3.2a)
4.2 Indagine CLPV
Questo nuovo strumento non provoca certo l’interruzione della redazione di nuove
CLPV; abbiamo visto come questo tipo di cartografia rappresenti un valido strumento
analitico e di studio. Cambierà sicuramente il tipo di approccio a questo lavoro,
che viene, in una certa misura, semplificato. Nell’esecuzione della fotointerpretazione
e nella successiva trasposizione sulla cartografia, ad esempio, risulta molto più
comodo, oltre che più rapido e preciso, dopo aver visionato con lo stereoscopio,
digitalizzare direttamente al video di un computer con l’ausilio della ortofotocarta
digitale, che non disegnare su base cartacea quanto precedentemente individuato
sui fotogrammi. Stesso ragionamento può essere fatto per la stampa finale; avendo
a disposizione un plotter a colori è inutile stampare in tipografia centinaia di
copie. Sarà sufficiente stampare una limitata serie di carte, da distribuire agli
enti interessati, stampando poi ulteriori copie solo "a richiesta", avendo quindi
la possibilità di fornire un prodotto sempre aggiornato. Questo senza considerare
che, oramai, studenti o professionisti preferiscono avere la cartografia direttamente
in formato digitale, e gli strumenti utilizzati sono risultati anche sotto questo
profilo molto versatili, consentendo di esportare le carte in formato immagine (bmp,
jpeg, ecc…) o nei formati utilizzabili dalla maggior parte di sistemi GIS (e00)
e CAD (dxf, dwg).
5. LE MODALITÀ DI FRUIZIONE DEI DATI
I dati storici sui fenomeni valanghivi sono sempre stati
e sempre saranno una fonte di inestimabile valore per un gran numero di persone
coinvolte nella gestione del territorio.
Abbiamo visto come nella gestione informatizzata dei dati
riguardanti i fenomeni valanghivi sia stata posta particolare attenzione nel predisporre
uno strumento flessibile ed in grado di costituire una fonte informativa, che consentisse
sia il mantenimento del patrimonio informativo del passato sia la gestione di quello
attuale. L’organizzazione attuale per il mantenimento di un costante flusso informativo,
pur con qualche differenza rispetto al passato, si ispira come sempre ad un forte
coinvolgimento dei collaboratori dislocati sul territorio.
Nell’impegnativa fase di progettazione del nuovo sistema
informativo sulle valanghe si è infatti tenuto principalmente conto della possibilità
di realizzazione dello strumento, ma anche della possibilità di mantenerlo in vita
integrandolo nell’organizzazione esistente. Non si poteva quindi ignorare un ultimo
fondamentale sforzo, e cioè quello relativo all’analisi di come questi dati potranno
essere utilizzati.
I primi utilizzatori, che hanno la necessità di conoscere
la distribuzione dei fenomeni valanghivi sul territorio ai fini della loro classificazione,
sono gli stessi rilevatori; si rende quindi necessaria una costante attività di
invio alle stazioni forestali di supporti aggiornati con le nuove codifiche dei
siti valanghivi; per il momento si tratta di fornire nuovi supporti cartacei (plottaggi)
anche se, come si vedrà in seguito, qualche stazione forestale, meglio attrezzata,
richiede la fornitura di un supporto magnetico.
Altri utenti primari dei dati sono necessariamente gli
stessi tecnici dell’ufficio. Per questi, prima di redigere pareri di loro competenza,
è possibile effettuare ricerche nel G.I.S. locale, attraverso strumenti software
quali Arc-view ed Arc-info e sono inoltre disponibili, sulla rete informatica locale
dell’ufficio, anche ulteriori strumenti software di analisi spaziale dei dati, ad
esempio per l’analisi delle pendenze e delle esposizioni o di elaborazione di viste
in tre dimensioni. Questi strumenti forniscono l’opportunità di eseguire un’ulteriore
analisi (disponibile a basso costo), che può essere effettuata costantemente. In
passato, con le risorse disponibili, sarebbe stato molto più faticoso eseguire una
simile attività.
S.S. del Passo Rolle: elaborazione in 3 dimensioni, eseguita
mediante l’utilizzo combinato del tematismo valanghe, del tematismo viabilità, dell’ortofotocarta
a colori e del modello digitale del terreno.
Spesso invece è necessario fornire dati a tecnici esterni,
incaricati di redigere elaborati, quali ad esempio le perizie da allegare alle progettazioni
di opere paravalanghe.
Per questi, ma anche per tutti i potenziali utenti internet,
si è deciso di fornire l’interfaccia web già citata, che risponde all’URL
http://www.gis.provincia.tn.it.
Valanghe sull’abitato di Vermiglio: foto storiche
Visualizzazione delle aree storicamente interessate da valanga tramite web con ortofotocarta
di sfondo a colori.
Ovviamente la fonte informativa è orientata all’utilizzo
da parte di persone in grado di interpretare correttamente il significato dello
strumento informatico. Un utilizzo improprio, da parte ad esempio di uno sci escursionista,
potrebbe portarlo a ritenere sicure con certezza certe zone, solamente perché non
evidenziate come valanghive nella CLPV; per questo una scheda informativa di ingresso
spiega, in dettaglio, la corretta interpretazione delle informazioni.
Si è ritenuto inoltre che il G.I.S. delle valanghe dovesse essere disponibile anche
per un potenziale utente di protezione civile, che intendesse effettuare delle ricerche
finalizzate allo studio dei rischi o anche all’analisi in situazioni di emergenza.
Per questo motivo il tematismo delle valanghe è stato riproposto anche all’interno
del Sistema Informativo della Protezione Civile, gestito dal Servizio Prevenzione
Calamità Pubbliche della Provincia Autonoma di Trento attraverso la consulenza della
ditta Informatica & Servizi S.r.l..
Questo sistema, attraverso l’utilizzo di strumenti web
quali Map Guide della Autodesk, consente ai Comuni della provincia di immettere
informazioni utili ai fini della gestione del piano di emergenza comunale ed allo
stesso tempo consente, a chiunque, di analizzare i dati disponibili, quali ad esempio,
nel nostro caso, il tematismo delle valanghe con tutte le informazioni associate.
Si ritiene di aver individuato gran parte degli utilizzatori
e soddisfatto, attraverso lo strumento web, le principali richieste informative
sull’argomento valanghe, mentre, per analisi specifiche, sono sempre comunque disponibili
i tecnici dell’ufficio.
6. LE PROSPETTIVE FUTURE
I G.I.S. hanno rappresentato nel recente passato una grande
innovazione nella gestione dei dati territoriali. Pur nel contesto di ulteriori
grandi possibilità di sviluppo di questi sistemi, si ritiene che, per quando riguarda
le valanghe, il passo più importante, cioè la realizzazione del tematismo, sia a
questo punto già stato fatto.
Si tratta ora di mantenere una costante attenzione nell’aggiornamento
delle informazioni. Proprio per questo si ritiene che un’eventuale ulteriore sforzo
si debba fare nell’ottica di rendere in futuro più veloce il recupero delle informazioni
dalle stazioni forestali.
E’ ipotizzabile infatti, pensare di fornire alle stazioni
forestali l’applicativo access, con il quale gli operatori potrebbero inserire i
dati dei fenomeni valanghivi direttamente su una copia locale ed inviarli, a fine
stagione, all’ufficio centrale, per un veloce controllo ed archiviazione nel database
centrale.
Come si accennava precedentemente, anche la fornitura alle
stazioni forestali di strumenti software per la gestione delle informazioni geografiche
(quale ad esempio Arc-view) potrebbe rappresentare un ulteriore evoluzione, anche
se l’interesse sembra ancora limitato a poche persone fortemente stimolate dalla
disponibilità di tali strumenti.
Sembra più probabile invece che il collegamento delle stazioni
forestali alla rete telematica TelPat (che si sta gradualmente verificando) possa
rappresentare in un futuro (peraltro ancora un poco distante) un ulteriore stimolo
per lo sviluppo dello strumento WEB. Infatti, dal citato sito in cui possono essere
visualizzare le informazioni sulle valanghe, si potrebbe ipotizzare l’attivazione
di procedure guidate di immissione dati, in modo tale che il personale incaricato
delle rilevazioni potesse inserire direttamente in un database centrale le informazioni
rilevate.
Strumenti software di questo tipo sono già disponibili
sul mercato, tuttavia è l’aspetto organizzativo che va prima progettato nel dettaglio.
Potrebbero infatti sorgere problematiche di validazione dei dati in ingresso tali
da sconsigliare un simile approccio.
In conclusione, lo sviluppo del nuovo sistema informativo
sulle valanghe è stata un’attività molto impegnativa, seppur stimolante, per l’ufficio
e rappresenta ora una fonte di soddisfazione comune, nel vedere completata un’attività
di indiscusso valore per il futuro.